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"Autodifesa femminile", concluso il percorso formativo

08/06/2017  -  Tematiche: Consigliera di Parità

Il 14 giugno alle ore 11.00 in aula consiliare presso la Provincia si terrà la Conferenza stampa conclusiva del percorso formativo di autodifesa femminile rivolto alle donne vittime di violenza seguite dal centro antiviolenza di Oristano.

Il progetto "Autodifesa femminile Krav Maga", ideato e finanziato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Oristano e dall'ufficio Plus di Oristano, con la partecipazione dell'assessorato alle politiche sociali del Comune di Oristano, ha visto la collaborazione del centro "Donna Eleonora di Oristano, dell'Associazione “Prospettiva donna” di Olbia, dell’Associazione di Krav maga-difesa personale “Berserk” di Jerome Bouteiller, dell’ente di promozione sportiva M.S.P (movimento sportivo popolare) che ha offerto la copertura assicurativa alle utenti beneficiarie e della palestra “Gate H23” che ha prestato il proprio contributo a titolo volontaristico supportando, per quanto di competenza, il partenariato.

A sostegno dell’azione progettuale, è stato contattato, direttamente da Parigi dove insegna ai massimi livelli, l’Istruttore di Krav maga “Alain Formaggio” che ha affiancato l’Associazione Berserk durante l’ultimo intervento corsuale con le donne, garantendo un valore aggiunto ad un percorso già di per se utile ed efficace.

II  progetto nasce e si realizza per coprire un fabbisogno emergente che è quello della violenza contro le donne nella Provincia di Oristano. Si è  smesso di chiamarli “delitti passionali”, ed è già qualcosa: la passione, infatti, non c’entra. C’entra invece la prepotenza, l’aggressività, un senso d’orgoglio malato e criminale.

Solo nell’ultimo semestre del 2016, stando ai dati raccolti dall’Osservatorio sulla violenza della Prefettura di Oristano , sono 71 le donne che si sono rivolte ai  Presidi di riferimento:  Centro Antiviolenza, Questura e Pronto soccorso . Di queste solo 14 hanno sporto denuncia all’Autorità giudiziaria.

La violenza più ricorrente è di tipo psicologico ma anche fisica e spesso accompagnata da atti persecutori. Le donne vittime subiscono la violenza prevalentemente tra le mura domestiche, talora in presenza di figli minorenni.

Nella consapevolezza che l’allarmante fenomeno sia di natura culturale, le Istituzioni presenti nel territorio, in partenariato con alcune  associazioni private hanno voluto dare il segnale di aver a cuore la tutela e il benessere delle proprie cittadine con una storia di soprusi, violenze e prepotenze,  offrendo loro un percorso di autodifesa basato sulle tecniche del Krav maga, disciplina sviluppata dall’esercito israeliano basata sulla velocità, l’effetto a sorpresa e sulla tecnica di close-combat (combattimento ravvicinato). Spesso, infatti, l’emergenza da un aggressione brutale non può attendere l’intervento delle forze dell’ordine ed è necessario imparare a difendersi.

Il percorso di autodifesa ha previsto, oltre al  raccordo continuo tra  la Consigliera di parità, le operatrice del centro antiviolenza (presenti durante i dieci  incontri) e l’istruttore di Krav maga, alcune azioni psico pedagogiche: sviluppare un arsenale tecnico, reagire con proporzionalità di fronte a un’offesa ingiusta e un pericolo attuale, identificare l’aggressore, chiedere soccorso (per se stessi e per la persona neutralizzata), affrontare la “paura della paura” superare lo status di eterna vittima e ricostruire l’autostima e la consapevolezza del proprio corpo.

Le donne che hanno preso parte al progetto riceveranno un attestato di partecipazione. Ad attribuire una dimensione europea ai lavori, la buona pratica realizzata sarà trasferita virtualmente in un contesto straniero (knowledge transfer).