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LA PROVINCIA DI ORISTANO AZZERA IL DEBITO CON LO STATO

24/07/2021  - 

Con l’approvazione dell’ultimo rendiconto 2020, la Provincia di Oristano ha accantonato circa 3 milioni e 744 mila euro, somma con la quale ha definitivamente pareggiato la posizione debitoria verso lo Stato, in relazione ai saldi tra assegnazioni e trattenute, che dal 2015 ad oggi ammontava a complessivi 54 milioni e 664 mila euro.

A copertura di questo debito, dal 2015 al 2020 sono stati trattenuti all'Ente € 17.103.054,50 per RC auto ed € 15.604.419,77 per recuperi Imposta Provinciale di Trascrizione, a parziale copertura del debito esposto. In sostanza sono state quasi azzerate le entrate proprie dell’Ente, frutto di imposte provinciali versate dai cittadini che avrebbero dovuto finanziare i servizi locali sul territorio, quali strade, scuole superiori, ambiente.

A fronte della residua parte del debito verso lo Stato, pari a € 21.959.908,15, l'Ente ha costituito, negli anni, accantonamento in conto residui passivi di € 18.184.963,44. Con l’ultimo accantonamento di € 3.744.974,71, quello appunto relativo al rendiconto 2020 sull’avanzo di amministrazione al 31/12/2020. Alla data odierna, pertanto, il debito risulta completamente coperto.

Con quest’ultimo atto, l’amministratore straordinario della Provincia, Massimo Torrente, ha raggiunto l’obiettivo di chiudere questa incomprensibile situazione debitoria verso lo Stato, che ha effettuato prelievi dalle casse dell’Ente superiori al gettito delle entrate, condizionando fortemente l’attività della Provincia di Oristano negli ultimi cinque anni.

“E’ un nuovo punto di partenza per l’Ente – è il commento dell’Amministratore straordinario, Massimo Torrente - per far fronte alle proprie funzioni istituzionali con una reale capacità di azione, volta allo sviluppo del territorio con il pieno rispetto delle regole di bilancio e in equilibrio finanziario complessivo. E’ giusto ricordare che al territorio oristanese, negli ultimi cinque anni, sono mancati circa 54 milioni di euro che avrebbero dovuto finanziare interventi su strade provinciali, ambiente, scuole superiori. Ora ci si incammina verso un ritorno alla normalità e alla piena funzionalità dell’Ente,  a cui si riallaccia un percorso di riordino istituzionale intrapreso a livello governativo, che punta alla risoluzione definitiva delle criticità degli enti provinciali in tutta Italia.”

Il problema del debito con lo Stato è comune a tutte le Province della Sardegna. 

L'argomento e, in generale, le diverse criticità che affliggono, ormai da anni, le Province sarde sono state oggetto di discussione e confronto nel corso di un incontro tra gli Amministratori, Dirigenti, Segretari generali e Revisori dei Conti delle Province di Oristano, del Sud Sardegna e di Sassari e l’U.P.I. – Unione Province d’Italia, tenutosi in video conferenza giovedì 22 luglio u.s. Per l’UPI era presente, in collegamento telematico, il Direttore, Piero Antonelli e il prof. Francesco Delfino, consulente UPI per la finanza locale.

Al centro della discussione, appunto, la complessa problematica del debito verso lo Stato maturato nel corso degli ultimi anni da parte delle Province sarde, derivante dal concorso alla finanza pubblica dal 2015 ad oggi e i conseguenti problemi di impatto sugli equilibri finanziari che queste trattenute hanno generato.

Un debito generato da prelievi complessivamente superiori al gettito delle entrate proprie degli Enti, i quali, per contro, hanno mantenuto in capo,  senza risorse, funzioni e competenze di grande impatto verso il territorio, quali strade provinciali, ambiente e istituti scolastici di secondo grado. Dai  diversi interventi è emersa l’enorme difficoltà, ancora attuale, di copertura del debito e le criticità conseguenti al taglio di risorse da destinare a funzioni istituzionali, che si trovano quindi sacrificate.

Tra gli argomenti affrontati, anche la problematica più generale connessa al riordino istituzionale e delle funzioni dell’Ente Provincia, tema questo di interesse nazionale e, al momento, all’attenzione del Ministro dell’Interno, Lamorgese, che ha avviato un percorso di lavoro all’interno del proprio ministero, finalizzato alla risoluzione delle criticità che interessano ancora oggi gli enti provinciali, determinate dall’applicazione della legge n. 56 del 2015.

Al centro della discussione anche la problematica legata al personale: a fronte di un alto numero di pensionamenti e di anni di blocco di assunzioni per le Province, con un turn over che attualmente garantisce una copertura del 25% delle cessazioni, gli Enti devono gestire importanti risorse in campo ambientale, dell’edilizia scolastica e soprattutto della viabilità, senza una adeguata struttura in termini di risorse umane, ridottasi drasticamente negli ultimi anni.

L’UPI, nel condividere le forti preoccupazioni per la situazione in cui versano le Province sarde, si farà promotrice di un’azione, già avviata peraltro, per portare all’attenzione governativa in primis il problema del debito verso lo Stato e degli equilibri finanziari, ma anche quello connesso alle necessità di reclutamento di nuovo personale, soprattutto in vista del nuovo straordinario piano di investimenti che vedrà fra i beneficiari attuatori l’Ente Provincia.