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Allo studio un piano d'intervento per la lotta al giacinto d'acqua

19/04/2012  - 

E' sotto controllo e continuamente monitorata dalla Provincia la situazione lungo il Rio Mare Foghe ancora insidiato dall'infestazione del giacinto d'acqua.Il freddo invernale ha bruciato la parte emergente dall'acqua, ma la parte sommersa della pianta infestante rimane viva e vegeta e pronta a diffondersi nei prossimi mesi.

Gli ultimi interventi portati avanti con un'azione coordinata della Provincia, del Comune di Riola Sardo e del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese hanno consentito di limitare notevolmente una situazione alquanto critica, che rischiava di diventare incontrollabile.

A questo punto diventa fondamentale il finanziamento regionale di 500 mila euro, richiesto con immediatezza dall'assessore provinciale all'Ambiente Emanuele Cera e trasferito recentemente alla Provincia per avviare una serie di interventi diversificati per la risoluzione del problema.

"L'utilizzo dei fondi regionali è condizionato all'approvazione da parte della Regione di un progetto preliminare, ha precisato l'assessore all'Ambiente Emanuele Cera, "in cui saranno definiti i singoli interventi tra cui quello di rimozione meccanica del giacinto d'acqua, uno studio scientifico finalizzato ad appurare le cause dell’infestazione e ad individuarne le possibili soluzioni, l’eventuale sperimentazione di differenti metodi di contrasto alla proliferazione della pianta e il monitoraggio del corso d’acqua".

Intanto, proprio in questi giorni ha preso avvio il riutilizzo agronomico delle piante estirpate. Le piante ormai secche, vengono trasportate in terreni messi a disposizione del Comune di Riola Sardo e la massa vegetale sarà riutilizzata come ammendante in agricoltura.

"Questo riuso agronomico è stato possibile grazie ad un accordo intrapreso con il Comune di Riola Sardo, ha ricordato l'assessore Cera, e la sperimentazione riguarda il riutilizzo di circa 250 tonnellate di massa vegetale che andranno a concimare terreni, la cui estensione è di circa 15 ettari, vicini al Rio Mar’e Foghe".

L’elevato potere azotante dell’Eichornia crassipes, meglio conosciuta come giacinto d’acqua, ne consente, infatti, l’utilizzo agronomico riducendo l'utilizzo di prodotti chimici con il duplice effetto positivo sia per l’ambiente naturale, perché diminuisce il carico di nutrienti presenti nel fiume, sia per le attività produttive che possono disporre gratuitamente di un ammendante naturale le cui proprietà sono molto superiori a quelle delle leguminose.