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Commissione sanità, il ruolo della clinica Madonna del Rimedio

04/10/2012  - 

Il ruolo della Clinica Madonna del Rimedio all'interno del sistema sanitario provinciale è stato oggetto di un incontro tra il direttore sanitario della Casa di Cura, Antonio Sulis, il rappresentante della società, Emilio Floris e la commissione provinciale alla Sanità con il presidente Serafino Oppo, il vice presidente Battista Ghisu, i componenti Enzo Saba, Giuseppe Costella e Stefano Figus.

La riunione, tenutasi lo scorso mercoledì 3 ottobre presso la stessa casa di cura, si è resa necessaria alla luce dell'imminente atto aziendale che la ASL di Oristano sta predisponendo, nel quale, secondo quanto detto dai dirigenti della casa di cura, si tiene conto dei 3 ospedali del territorio provinciale, quindi il San Martino di Oristano, il Delogu di Ghilarza e il Mastino di Bosa, con esclusione della Clinica "Madonna del Rimedio".

Proprio in merito a questo punto, il presidente della commissione Serafino Oppo ha voluto riportare la posizione assunta dal direttore della ASL Mariano Meloni nel corso dell'incontro con la stessa commissione dello scorso 26 settembre, nel quale ha confermato come la clinica faccia parte del sistema sanitario della provincia.

Sul tavolo della riunione di mercoledì, in discussione i problemi legati ai servizi sanitari svolti dalla Clinica, da sempre un punto di riferimento in provincia.

E' soprattutto sui punti di eccellenza che i dirigenti della casa di cura vogliono indirizzare l'attenzione, in particolare sul reparto di oculistica, che si pone all'avanguardia nel panorama sanitario regionale. Richiamati anche altri servizi svolti, quale quello di riabilitazione di pazienti inviati dall'Ospedale San Martino e il rinnovamento totale, in atto, del servizio dialisi. Disponibili presso la Clinica anche 7 posti letto in pediatria, non più utilizzati in quanto il punto nascita di tutta la provincia è il San Martino.

L'auspicio del direttore sanitario Antonio Sulis è che questi servizi non vengano duplicati ma, anzi, integrati. Questa posizione viene accolta dalla commissione provinciale, che procederà in sede di successivo incontro a rappresentare il problema alla Direzione sanitaria oristanese, in un'ottica di non sovrapposizione dei servizi, integrando al contempo realtà private che già svolgono la finalità di servizio pubblico.

In definitiva, l'obiettivo dei dirigenti è quello di veder riconosciuto il ruolo della Clinica da parte della ASL, con la quale trovare le soluzioni ottimali per il sistema sanitario provinciale. Una struttura, quella della casa di cura Madonna del Rimedio, che conta 180 dipendenti per un indotto complessivo di oltre 250 persone e lavori previsti per il raddoppio dei locali.

In merito ai nuovi lavori di ampliamento delle strutture, la Commissione ha chiesto di conoscere il piano aziendale e gli obiettivi della società. La risposta è di Emilio Floris, che rappresenta la società, il quale assicura la volontà di migliorare la ricettività dei pazienti con la realizzazione, tuttora in corso, di lavori importanti di ampliamento con la costruzione di un'intera ala a tre piani. Prevista la costruzione di tre sale operatorie, con l'adeguamento dei reparti dotati di moderni impianti e attrezzature.

Dati, questi, sui quali i dirigenti della clinica chiedono una seria riflessione, per consentire all'azienda di poter operare in tranquillità svolgendo al meglio e offrendo servizi e cure di eccellenza come fatto in passato.

Altro aspetto emerso nel corso della riunione è legato alla quota capitale di proprietà della Provincia di Oristano, la più bassa nel sistema di ripartizione delle risorse per la sanità. Un fatto meramente politico, sul quale, secondo la commissione provinciale, occorre un'azione di riequilibrio delle risorse a favore della nostra Provincia