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Consiglio provinciale del 21 gennaio 2013

22/01/2013  - 

 Formalizzato, nella seduta del Consiglio provinciale di lunedì 21 gennaio, lo strappo interno alla maggioranza, con due consiglieri del PDL che escono dal gruppo, confluiscono in quello misto e dichiarano di non far più parte della coalizione di governo, ma restano nel partito di Alfano e Berlusconi. Si tratta di Serafino Oppo, eletto nel collegio di Abbasanta e di Efisio Carta eletto in quello di San Vero Milis, entrambi con una lunga esperienza amministrativa essendo stati sindaci di Paulilatino e Zeddiani.

 Seduta aperta da alcune comunicazioni dal presidente e tra queste, la comunicazione del passaggio al Gruppo Misto dei consiglieri Oppo e Carta.

“La nostra entrata nel Gruppo Misto - ha dichiarato Carta - non è così improvvisa ma ha avuto una gestazione assai lunga. Personalmente - ha proseguito - non condivido più la politica di Berlusconi, quella di Cappellacci, la vicenda dell’aereoporto mi ha nauseato e poi altri problemi sulla gestione dell’Ente, i risultati, la difficoltà dei rapporti tra Giunta e Consiglio”

Alle dichiarazioni del consigliere hanno fatto seguito le richieste di apertura di un dibattito da parte dei capigruppo del PD, Mario Tendas e del PDL, Cristiano Carrus. Una breve interruzione per una riunione dei presidenti di gruppo, quindi la ripresa dei lavori che ha dato il via libera al confronto, avviato da Efisio Trincas che ha difeso l’operato dell’esecutivo ed in particolare dell’assessore sardista ai lavori pubblici. Trincas ha sostenuto che dietro le posizioni di Oppo e Carta possa esserci l’ombra di un baratto politico ed ha comunque auspicato un ravvedimento delle posizioni e il rientro in maggioranza.

I meccanismi che ispirano i passaggi dei due consiglieri non sono chiari, ha dichiarato Mario Tendas del PD, in quanto escono dalla maggioranza ma non del PDL che della maggioranza fa parte. Poi l’affondo contro il presidente de Seneen attraverso il quale la Provincia avrebbe perso di credibilità, chiedendo se esistono ancora i numeri per governare e le possibilità di ricomporre le fratture e portare avanti una legislatura nata male e continuata nel peggio. "Fate un esame di coscienza - ha concluso Tendas - e valutate se non sia il caso di abbandonare il campo".

Il capogruppo del PDL, Cristiano Carrus, ha dichiarato di aver appreso dalla stampa delle decisioni di Oppo e Carta e "non vorrei che queste fossero diversamente ispirate.Non condivido le critiche rivolte alla Giunta, anche in relazione alle difficoltà attraversate dagli Enti Locali". In particolare per quanto riguarda l’aereoporto, Carrus ha dichiarato che la Provincia ha fatto tutto quanto era nei suoi impegni e doveri e che altri, ad iniziare dalla Giunta e dai consiglieri regionali, sono rimasti assenti consentendo la chiusura dello scalo. "Spero che alla luce dei problemi esistenti - ha concluso Carrus - vi sia l’impegno per rinvigorire la maggioranza anche con l’apporto dei due consiglieri nell’auspicabile speranza di rivedere le proprie posizioni".

Renzo Ibba, dell’UDC, dal punto di vista politico ha rilevato la contradditorietà della posizione assunta dai due consiglieri riconoscendo che per quando riguarda i rapporti con la Giunta alcune difficoltà sono state espresse anche di recente. Una condizione di disagio, quindi, con l’esigenza di proseguire nel lavoro iniziato, anche con l’incombenza delle scadenze istituzionali, verificando se la maggioranza esista o se si debba procedere ad un azzeramento. "Che non sia successo nulla non è possibile - ha concluso Ibba - perché questa è una maggioranza che non esiste".

Mario Olla del PDL ha sostenuto che l’attività dell’Ente deve andare avanti, nonostante la scadenza del 28 febbraio con il possibile commissariamento degli Enti, se prima il Consiglio regionale non adotta una legge in proposito. In una situazione del genere la mossa dei due consiglieri che fanno riferimento all’onorevole Gallus desta sorpresa anche riconoscendo l’esistenza di problemi. "Da un gruppo non si esce in questo modo - ha proseguito Olla - poiché le indicazioni all’interno della maggioranza erano quelle di fare un analisi all'attività della Giunta e all’azione di governo per poterla rilanciare. Nell’iniziativa e nel comportamento dei due consiglieri vedo in parallelo quella dell’ex capogruppo del PDL in Consiglio regionale, che è uscito dal Gruppo, è andato all’opposizione ed è rimasto nel partito. Se per le Province ci sarà una proroga - ha concluso Olla - auspico un definitivo chiarimento".

Roberto Scema del PD ha usato la metafora della rottamazione di una maggioranza tenuta con lo scotch e il collega di Gruppo, Battista Ghisu, ha invitato il presidente de Seneen a prendere decisioni che tengano conto dei suggerimenti giunti dagli stessi banchi della maggioranza.

Sulla stessa linea Stefano Figus, che  ha dichiarato come la maggioranza si sia dimostrata incapace a governare certi processi mentre Salvatore Crobu, capogruppo dell’UDC, respingendo il concetto di rottamazione, ha ricordato le difficoltà che coinvolgono gli Enti Locali riconfermando la fiducia al presidente e alla Giunta, con la speranza che al più presto questo momento venga superato.

In chiusura, prima dell'intervento del presidente de Seneen, Serafino Oppo ha ribadito che il dissenso trae origine dall’avvio della legislatura con incomprensioni che hanno reso inutile proseguire su quella strada.

Nelle conclusioni il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, ha manifestato la sua sorpresa non per la presentazione delle dimissioni dal Gruppo e dalla maggioranza ma per il fatto che in aula si è data lettura di un documento non trasmesso ufficialmente. "Normalmente in aula si legge ciò che è trasmesso ufficialmente, mentre quanto trasmesso era un documento di due righe che non riportavano motivazioni che andavano esposte in maggioranza". 

"Il consigliere Oppo si rammarica di non averlo potuto fare in maggioranza - prosegue il presidente de Seneen - e quindi anche nel Gruppo del PDL, all’interno del quale è stato ripetutamente invitato ad assumerne la presidenza. In riferimento ai contenuti del documento debbo dire che a proposito della Zone Interne è stato il presidente della Provincia a chiederne all’assessore La Spisa l’inserimento nell’Area di Crisi di Oristano, mentre anche per il rapporto con i Comuni, in relazione alla legge n. 5, il principio è stato quello di tenere in considerazione una questione di interesse locale".

"Non credo che si possa parlare di programma elettorale non mantenuto - puntualizza  de Seneen - che non è il mio, ma che ho portato avanti perché ho seguito una coalizione che si è presentata per governare una Provincia con le regole che c’erano allora, con le risorse di allora, non di oggi. Se nel giorno in cui ho dato la disponibilità alla candidatura alla presidenza della Provincia avessi conosciuto ciò che era nella mente del Governo, in particolare di Tremonti, probabilmente non avrei accettato. Ma una volta salito sulla barca, se il motore non va devi remare e i motivi che ti autorizzano a scendere o abbandonarla non possono essere motivi irrimediabili. Dico anche che il rapporto tra Gruppo e presidente, Gruppo e assessori, bisogna volerlo forte, cioè assumere delle volte anche posizioni difficili che non hanno un ritorno immediato e che possono creare anche scollamenti".

Il presidente Provincia contesta, infine, il teorema degli “orticelli” ritenendo che il mandato di un consigliere eletto si esplica certo attraverso il radicamento con gli interessi dove la comunità lo ha eletto, ma questo non significa mancanza di una visione complessiva dei problemi e dei percorsi di sviluppo dell’intero territorio provinciale.

"La cosa che più mi ha colpito in negativo sono le affermazioni sulla credibilità che la Provincia avrebbe perso a causa della mia persona pronunciate dai consiglieri Tendas e Scema. Credo - replica il presidente de Seneen - di non aver fatto nulla che in qualche maniera portasse a pensare che non ho adeguatamente rappresentato la Provincia, ne personalmente ne come presidente della Provincia stessa. Il fatto poi di non trovare ascolto nelle istituzioni o strutture, anche governate dal tuo partito, non significa che il male stia da una sola parte perché per stipulare accordi occorre essere minimo in due e non è improbabile che un presidente di Regione o di Consiglio possa aver dato preferenza a territori governati dall’opposizione o meglio da quelli che in altre sedi sono all’opposizione piuttosto a quelli che stanno nello stesso partito".

"Noi abbiamo un territorio che è stato sempre di centrodestra, su questo i partiti fanno affidamento - conclude de Seneen - tanto che si accontentano più i territori governati dal centrosinistra, piuttosto che il nostro, visto che è sicuro dal punto di vista politico. Ma non so per quanto potrà continuare ad esserlo".