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Emergenza Oristano, vertice in Provincia con i consiglieri regionali

06/05/2014  - 

Difficilmente rientreranno nel bilancio della Provincia le risorse che la Regione ha tagliato dal cosiddetto "fondo unico regionale". Sono a rischio, dunque, servizi essenziali, perché vengono a mancare, oltre ai 12 milioni dei trasferimenti statali, anche ulteriori 2 milioni e 200 mila euro, risorse proprie dell'Ente che la Regione ha, invece, inglobato nei trasferimenti regionali destinati a finanziare le funzioni delegate alla Provincia.

Questa pessimistica previsione è scaturita dagli interventi dei consiglieri regionali oristanesi intervenuti all'incontro organizzato dalla Provincia di Oristano, al quale hanno preso parte anche i segretari delle organizzazioni sindacali Federica Tilocca (CISL), Angelo Medde (UIL), Roberta Manca (CGIL), Duilio Sanna (UGL) e, per la Provincia, con il presidente Massimiliano de Seneen, gli assessori Mariella Pani, Gianni Pia, Gianfranco Attene, Alfonso Marras e Serafino Corrias, il presidente del Consiglio Mauro Solinas con i consiglieri Serafino Oppo, Cristiano Carrus, Mario Olla, Efisio Carta, Salvatore Crobu, Marcello Serra, Egidio Loi, Sebastian Madau, Peppino Marras, Battista Ghisu, Stefano Figus, Battista Ghisu e Roberto Scema.

Da quanto è emerso nel corso del dibattito, oltretutto, da parte del Governo nazionale si prevede un inasprimento anche per la Sardegna del Patto di Stabilità per ulteriori 900 milioni di euro, in pratica circa 2 milioni e 500 mila euro al giorno, che riduce ancor di più la capacità di spesa delle istituzioni locali sarde.

L'incontro, tenutosi nell'aula consiliare di via Carboni, è stato coordinato dal presidente del Consiglio provinciale, Mauro Solinas, che in ogni intervento ha ricordato come la questione delle risorse dell'Ente sia direttamente connessa al futuro di oltre 70 lavoratori, a partire dagli operatori della SPO, la società di servizi in house della Provincia, ma anche dei dipendenti delle imprese che assicurano il servizio di portierato e delle pulizie.

Tutti presenti i rappresentanti politici regionali del territorio, Mario Tendas, Antonio Solinas, Gianni Tatti, Oscar Cherchi e Attilio Dedoni, chiamati a far fronte comune per contrastare una crisi senza precedenti di tutto l'oristanese, per il quale è doveroso che la Regione avvii un riequilibrio, soprattutto infrastrutturale, per un territorio storicamente in ritardo rispetto ad altri.

Nell'intervento di apertura, il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, lancia un grido d'allarme non tanto per la Provincia in se stessa, quanto appunto per tutto l'oristanese che soffre una situazione di grave emergenza economica e sociale, contro la quale occorre fare massa critica avviando un confronto che coinvolga la Regione Sarda in merito ad alcune criticità.

Il presidente de Seneen ha ricordato le difficoltà finanziarie dell’Ente derivanti soprattutto dai minori trasferimenti statali, ma anche la Regione dovrà ripristinare i trasferimenti dell’addizionale provinciale sull'energia elettrica, con il riequilibrio del Fondo Unico. Oltre due milioni di euro, ha precisato il presidente, essenziali per poter definire il bilancio 2014 e garantire servizi essenziali alle comunità. E’ il caso dell’assistenza agli studenti con disabilità, il cui costo supera il milione di euro, era appena di 100 mila qualche anno fa ma le utenze sono passate da sette ad oltre un centinaio ed è previsto un ulteriore incremento con fondi che arrivano solo parzialmente ed in ritardo.

Ma è sul vincolo del Patto di Stabilità che il presidente punta il dito, è necessario allentarne la morsa e, in questo senso, urge definire il quadro dei trasferimenti per le opere delegate con la possibilità di liquidare alle imprese esecutrici dei lavori le somme già maturate.
Entrando nello specifico delle infrastrutture, il presidente ha sollevato il problema del Porto industriale, ancora privo di illuminazione notturna, ha ribadito la validità dell’aeroporto di Fenosu "non a caso negli scali sardi operativi di Cagliari, Olbia e Alghero il turismo è al top" - ha detto de Seneen - ricordando anche l’impegno finanziario posto in essere dalla Provincia per evitare il fallimento della società di gestione.

Evidenziati i problemi legati alla viabilità, con la preoccupazione per l'eventuale affidamento all'ANAS dei lavori di ripristino post alluvione, ma sottolineate anche le problematiche di un sistema turistico in difficoltà, mentre sul Polo Intermodale il presidente ha denunciato l'inerzia delle Ferrovie dello Stato, che non assegnando l'area già individuata posta all'interno della stazione ferroviaria di Oristano, impedisce di fatto la realizzazione dell'infrastruttura.

Forte la critica del presidente anche sul futuro del Museo Giudicale, con "la Regione che ha disatteso accordi presi e condivisi, chiedendo alla Provincia di non tener conto di investimenti sostenuti sinora".

Difficoltà del territorio legate a scelte politiche, dunque, che il presidente de Seneen sintetizza in una riflessione finale: "a Oristano le cose non si possono fare per due motivi. Il primo è perché non arrivano risorse, il secondo è perché, quando arrivano, ce le riprendono".

In sintesi, i diversi interventi nel corso del dibattito hanno ribadito la necessità di unità d'intenti che superi le tradizionali divisioni per appartenenza politica, con l'apertura di un tavolo politico che individui le priorità, poche ma significative, per la ripresa e lo sviluppo del territorio. Infrastrutture, dunque, in particolare Porto, Aeroporto, Piastra logistica mediterranea e Polo intermodale, ma anche turismo, l'agroalimentare e la cultura.

ORGANIZZAZIONI SINDACALI

"La nostra provincia vive un momento tragico - ha detto Federica Tilocca della CISL - non abbiamo il ritorno mediatico di proteste eclatanti, ma assistiamo ad una morte lenta dei nostri lavoratori. E' necessario superare momenti di divisione - ha proseguito la segretaria CISL - dobbiamo fissare quattro o cinque punti sui quali la Regione dovrà dare risposte immediate, compreso il ripristino delle risorse tagliate all'Ente Provincia."

Quindi, secondo Federica Tilocca, le priorità: il Porto, con il ripristino del Polo delle Rinfuse, ruolo principale del porto oristanese, al quale si deve ridare il valore per il quale è stato creato. L'Aeroporto di Fenosu, non come scalo passeggeri, "un'utopia", ma come scalo merci.
Poi la Cultura, con i problemi dell'Università di Oristano: "abbiamo nei giorni scorsi sottoscritto un contratto di solidarietà tra i lavoratori del Cosorzio UNO, il rischio è quello di chiusura dell'Università oristanese", ma anche del sistema museale "non stanze chiuse, ma siti archeologici". Infine, l'agricoltura: "l'oristanese è il polo agricolo della Sardegna, rivendichiamo alla Regione che la provincia di Oristano sia capofila per l'EXPO 2015".

"Non andiamo in Regione con il cappello in mano - ha invece detto Roberta Manca della CGIL - fissiamo le priorità e rivendichiamo le risorse che sono state tagliate".

Angelo Medde, segretario della UIL, ha approvato i contenuti dell'intervento di apertura del presidente de Seneen, "quasi un nostro documento" l'ha definito, ricordando l'emergenza dei lavoratori della SPO e delle imprese di servizio legate alla Provincia. Critico sull'operato delle ultime due legislature regionali, ha denunciato come le imprese chiudano perchè non possono riscuotere i crediti con la pubblica amministrazione. "Grave la situazione scolastica - ha poi detto Medde - i nostri studenti sono pendolari sin dalle elementari. La Regione dia dignità al nostro territorio"

"Si parta subito e insieme - ha detto nel suo intervento Duilio Sanna dell'UGL - non aspettiamo i titoli di coda, siamo vicini al fondo, alla tragedia"

CONSIGLIERI REGIONALI

Mario Tendas condivide l'iniziativa, un nuovo modo di operare che si basi su un'unità d'azione. "La criticità più grave è il Patto di stabilità - ha detto Tendas - che condiziona pesantemente l'attività degli enti. La richiesta dell'allentamento dei vincoli del Patto sarà uno dei punti principali da porre all'attenzione della Regione, insieme ad altre poche ma determinanti priorità su cui concentrare gli sforzi". Tra questi, la prima dovrà essere la questione del Porto industriale di Oristano, una realtà che Tendas conosce molto bene, di cui denuncia lo stato di degrado con una criticità legata all'impossibilità di operare nelle ore notturne: "ciò comporta un raddoppio dei costi di permanenza delle navi, se non si interviene si rischia il blocco delle attività".

Altra priorità il Polo agroalimentare, "un argomento sostenuto dai numeri - ha continuato Tendas - dalla qualità ma anche dalla quantità dei prodotti".

Gianni Tatti riporta nel suo intervento le preoccupazioni per l'ulteriore stretta sul Patto di Stabilità di 900 milioni di euro per la Sardegna, con l'auspicio che "questo incontro non sia la ripetizione di ciò che abbiamo visto con Soru prima e Cappellacci poi". Si deve dare priorità ai servizi per il territorio, secondo Tatti, a partire da quello di disinfestazione, che può avere rilievi di natura igienico - sanitaria, ma anche alla viabilità provinciale. Non dimenticando la vertenza delle zone interne, con i paesi che stanno scomparendo, "argomenti da sostenere in Regione con una voce unica" - ha concluso Gianni Tatti.

Un momento di difficoltà che, per Oscar Cherchi, è legato anche alla credibilità della politica. Ma contesta, l'ex assessore regionale - l'accusa di poca attenzione verso l'oristanese da parte del precedente governo regionale: "sono stati destinati al territorio 70 milioni di euro, risorse importanti, semmai si può discutere nel merito delle scelte fatte." Anche Cherchi sottolinea come l'unità d'intenti sia l'unica forza da mettere in campo in questo momento verso la Regione.

Attilio Dedoni è contrario a richieste mirate al contingente, "si deve puntare a obiettivi che portino allo sviluppo del territorio, senza infrastrutture non c'è futuro". Vanno ricercate le sinergie, ha proseguito Dedoni, "abbiamo necessità di risorse per le attività che creino sviluppo e lavoro per una Sardegna "che considero un'oasi in mezzo al deserto".

Sottolinea la necessità di uno studio sulle questioni essenziali del territorio, "bisogna individuare gli obiettivi e il percorso per ottenerli. Dobbiamo costruire una piattaforma di sviluppo della provincia di Oristano - continua Dedoni, che richiama anche l'interesse della SOGAER di Cagliari per l'Aeroporto di Fenosu, per il quale secondo il consigliere esiste la possibilità di spendere risorse disponibili per l'allungamento della pista.

Anche per Antonio Solinas il coinvolgimento dei consiglieri regionale è un fatto positivo, che nella precedente legislatura non è stata messa in atto. Per quanto riguarda il problema delle risorse per l'Ente Provincia, che coinvolge anche il futuro dei lavoratori della SPO, ma non solo, "dobbiamo dire le cose come sono. Se non ci saranno novità da Roma - ha precisato Antonio Solinas - dovremo ridurre le previsioni di spesa di 900 milioni di euro, quindi si corre il rischio non solo di non avere ulteriori risorse, ma di operare ulteriori tagli. Ma difenderemo il fondo unico anche per salvare quei posti di lavoro".

"Non si rivanghi chi ha sbagliato ieri - ha suggerito Solinas - ma tutti insieme pensiamo a rappresentare il territorio, anche con un nuovo metodo di lavoro che punti a obiettivi concreti immediati o a medio termine". Per l'immediato, il consigliere regionale del PD ritiene urgente verificare con il presidente della Provincia e i sindaci le risorse finanziate e ancora ferme in Regione. Per il Museo Giudicale, invece, è necessario capire la posizione dell'assessore regionale, un problema questo da superare insieme. Interviene anche sull'Aeroporto di Oristano, che può avere un futuro ma non come scalo passeggeri, anche attraverso la presa in carico da parte della Società di gestione dell'Aeroporto di Cagliari. "La questione sarà portata all'attenzione della Commissione regionale competente, convocata per il prossimo mercoledì" - ha anticipato Solinas. Tra gli interventi a medio/lungo termine, rientrano per Antonio Solinas l'agricoltura e la pesca, con il sistema che va riorganizzato e reso più produttivo.

"Mi auguro che il confronto iniziato con il governo nazionale dia risposte positive per la Sardegna, a cominciare dall'allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità, mentre alla Regione si chiederà di ripristinare le risorse del fondo unico, ma non illudiamoci per le risorse aggiuntive".

CONSIGLIERI PROVINCIALI

Intervento anche del consigliere provinciale del PD, Battista Ghisu, che denuncia il rischio di una nuova stagione accentratrice cagliaritana, con Oristano fanalino di coda. "La Provincia di Oristano va difesa - afferma con forza Ghisu - anche come ente di raccordo delle amministrazioni locali, diversamente ritorneremo a dipendere da Cagliari. Non dimentichiamo oggi l'emergenza dei lavoratori che sono fuori da quest'aula - ha proseguito il consigliere provinciale - pretendiamo dalla Regione un passo indietro rispetto alla furbata messa in atto con il fondo unico".

Ghisu sostiene, dunque, la necessità di un tavolo politico per l'emergenza e un riequilibrio del territorio "perché non possiamo pensare ad una Sardegna con autostrade per territori privilegiati e sentieri tortuosi per l'oristanese".

La chiusura dell'incontro è del presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, che puntualizza gli aspetti già descritti in merito al Polo Intermodale, rivendica una par condicio con gli altri territori e, nel far ciò, il presidente fa specifico riferimento al diverso trattamento che la Regione attua, per esempio, con il finanziamento per il Museo MAM di Nuoro, che riceve 500 mila euro all'anno, oppure ancora i 500 mila euro per l'Università di Iglesias che pure non ha nessun corso di laurea, mentre il Consorzio UNO deve subire pesanti tagli di risorse. Così ancora per la ASL 5 di Oristano, che ha subito quello che de Seneen ha definito "il solito prelevamento dal solito salvadanaio", in questo caso spostando risorse faticosamente risparmiate dall'azienda sanitaria di Oristano, ottenuti con politiche corrette, per sanare deficit di bilancio di altre ASL.

Priorità, dunque, sulle quali far fronte comune, che saranno definite a partire già dal prossimo incontro, previsto per lunedì 12 maggio, con un documento da consegnare direttamente al presidente della Regione. Al massimo esponente della Regione Sarda si chiederà di venire a Oristano, congiuntamente alla Giunta regionale, non per ascoltare un lungo elenco di problemi, ma già per presentare soluzioni concrete e immediate alle criticità del territorio.Perchè - è stato ribadito in più interventi - si vuole evitare di rivedere "un film già visto" nelle ultime legislature regionali, con vertenze aperte e promesse poi mai concretizzate.