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Politiche del lavoro: decidono le SpA ma non le Province

05/03/2013  -  Tematiche: Lavoro

Le Province sono escluse dalla cabina di regia, istituita nel gennaio scorso presso l’Ufficio di Gabinetto della presidenza, in materia di politiche attive del lavoro, quali la riforma dei CSL e CESIL, con la riorganizzazione delle attività delle Agenzie e delle Società regionali che operano nel settore. Tra le finalità rientra anche la costituzione di un’unica Agenzia con più linee di attività integrate.

Lo rileva l’assessore al lavoro della Provincia di Oristano, Alessandro Murana, che ha inviato una lettera al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nella quale ricorda che finora le Province sarde hanno retto buona parte delle politiche attive e passive del lavoro e gestiscono i CSL – Centri Servizi per il Lavoro, dopo essersi presi in carico le competenze degli ex uffici di collocamento trasferiti del Ministero del Lavoro, in virtù del decreto legislativo del 10 aprile 2001, n. 180.

Murana ricorda che nel servizio la Provincia di Oristano ha investito fondi rilevanti del proprio bilancio, stante l’esiguità delle risorse assegnate per l’esercizio delle funzioni delegate e di aver attivato tutta una serie di servizi sperimentali divenuti indispensabili.

La Cabina di regia risulta, invece, composta dall’Assessorato regionale al lavoro, il Centro regionale di programmazione, l’Agenzia per il lavoro, l’Insar, il Bic Sardegna, la Sfirs e l’Agenzia Sardegna promozione.

Una palese discriminazione, quindi, in quanto per il personale professionalizzato dovrebbe essere disposta l’assunzione presso l’Agenzia regionale del lavoro, con successivo comando presso le Province sarde e in questo senso la protesta dell’assessore della Provincia di Oristano, che chiede al presidente della Regione un intervento rettificativo e integrativo nella composizione della Cabina di regia e l’inserimento al suo interno anche dei rappresentanti della Province.