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Un incontro sulla situazione della Casa di Cura del Rimedio

17/06/2011  - 

La Commissione consiliare alla sanità e qualle al lavoro e politiche sociali della Provincia, nel corso di una riunione congiunta, hanno incontrato il direttore della Casa di Cura Madonna del Rimedio dott. Antonio Sulis e la dr.ssa Paola Serra con i quali è stata effettuata una valutazione sull’operatività della Clinica nell’ambito di un più ampio monitoraggio sulle strutture sanitarie operanti in Provincia che la Commissione sanità ha programmato per concludersi con un incontro con il direttore della ASL 5 di Oristano.

Con l’assessore Sandro Murana alla riunione sono intervenuti i consiglieri Serafino Oppo ed Efisio Trincas rispettivamente presidenti delle Commissioni lavoro e sanità Bepy Costella, Roberto Scema, Enzo Saba e Francesco Federico in qualità di componenti.

Il direttore della Clinica ha illustrato la situazione della struttura sanitaria evidenziando gli sforzi e l’impegno in atto per offrire prestazioni sempre più aderenti alle richieste dell’utenza e di una sanità all’avanguardia. 189 posti letto, 12 dei quali per il d.h., 200 dipendenti tra personale medico, paramedico e amministrativo, diversi servizi all’esterno con altre 20 unità coinvolte.

La Clinica ora affronta un piano di riorganizzazione strutturale mantenendo gli stessi posti letto con servizi e azioni che devono andare ad integrarsi con la sanità pubblica.

In programma l’utilizzo dei locali di via Giotto e la realizzazione di un primo edificio in via Rokfeller con i reparti di dialisi, fisioterapia e medicina nucleare, la rimodulazione dei servizi di medicina, geriatria, ortopedia, ampliamento dei posti letto in neorologia e attivazione di un pronto soccorso per le urgenze in oculistica.
Questo in estrema sintesi il quadro della struttura presentato agli Amministratori della Provincia unitamente ad un dato economico che deve far riflettere: uno studio ha accertato che nella sanità la Provincia di Oristano si registra una mobilità passiva che sfiora i 35 mila euro l’anno, vale a dire somme che vengono trasferite e utilizzate per prestazioni e cure al di fuori delle strutture sanitarie locali.