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Una doverosa precisazione sul piano delle assunzioni

21/05/2011  - 

E' opportuno fare chiarezza sul contenuto di un articolo apparso su un quotidiano regionale i giorni scorsi, dal titolo "In tre anni 127 assunzioni a tempo", che presenta in maniera distorta, all'opinione pubblica, un quadro che verte su un tema, quale quello del lavoro, sul quale non si possono fare superficiali considerazioni offrendo, al contempo, a partire dal titolo dell'articolo, un'informazione fuorviante per i cittadini.
Gli Ente pubblici, per legge, sono tenuti alla programmazione triennale del fabbisogno di personale. Per questo la Giunta Provinciale ha approvato, con delibera n. 70 dello scorso 3 maggio 2011, il piano delle assunzioni che effettivamente prevede anche i rapporti di "lavoro flessibile" citati nell'articolo.
Ma i posti previsti nel piano si riferiscono, per la maggior parte, solo al rinnovo dei rapporti di lavoro con gli operatori dei Centri Servizi per il Lavoro, finanziati completamente dalla Regione Autonoma della Sardegna per assicurare quelle funzioni sul lavoro attribuite in tutta il territorio nazionale alle Province. I lavoratori dei CSL, è bene precisarlo, non sono stati "assunti" nel 2011, ma hanno rinnovato il contratto di collaborazione con la Provincia, così come avviene in tutte le altre Province sarde, per ora unica forma di rapporto lavorativo possibile sino a quando la Regione Sarda non definirà, per tutti i lavoratori dei CSL della Sardegna, una collocazione in forma stabile.
Nel piano, inoltre, si prevede l'assunzione a tempo determinato per sei mesi di 20 operatori stagionali per la disinfestazione, un servizio indispensabile che la Provincia è obbligata a rendere e la mancata attivazione dei rapporti di lavoro avrebbe comportato gravi conseguenze. Queste assunzioni stagionali, è bene precisarlo, si ripetono da diversi anni per assolvere una funzione delegata dalla Regione alla Provincia e sono espletate tramite i Centri per l'Impiego, previo avviso pubblico e con graduatorie che tengono conto di professionalità specifiche che operano da anni in questa attività.

Ben poco altro rimane, quindi, tra le declarate assunzioni a tempo, se non quelle richieste da specifici progetti comunitari, che prevedono particolari figure professionali, il cui costo è previsto e finanziato completamente dal progetto, un rapporto di lavoro a contratto previa procedura comparativa ad evidenza pubblica: in pratica, una selezione pubblica aperta a tutti coloro hanno i requisiti richiesti.
Nessuna "maxi infornata", quindi, come annunciato nell'articolo in maniera del tutto inesatta, solo la prosecuzione di rapporti di lavoro in essere finanziati da Regione e Comunità europea, per i quali la Provincia ha dovuto sostenere una difficile vertenza, sino a farsi promotrice della legge regionale n. 10 dello scorso 18 marzo per ovviare ad una evidente carenza normativa.
Una corretta analisi e presentazione dei dati avrebbe evitato di depistare l'opinione pubblica su temi che possono creare inutili illusioni sui cittadini e false ombre sull'amministrazione.