In riferimento alle dichiarazioni diffuse alla stampa circa la gestione della presenza di cinghiali nella Penisola del Sinis, la Provincia di Oristano precisa che da tempo è stato avviato un piano organico di azioni concrete e coordinate, finalizzate alla tutela della sicurezza pubblica e alla corretta gestione del fenomeno.
Nello specifico, a seguito delle segnalazioni pervenute e in attuazione delle decisioni assunte nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i tecnici dell’Ufficio Gestione Faunistica hanno svolto numerosi sopralluoghi nelle borgate di San Giovanni di Sinis e Funtana Meiga, avvalendosi anche dell’utilizzo di droni per mappare con precisione le aree maggiormente frequentate dai cinghiali e i principali percorsi di spostamento.
Le attività di monitoraggio hanno evidenziato che il numero di esemplari stabilmente presenti nei centri abitati è estremamente contenuto, mentre la densità della fauna selvatica risulta più alta nelle aree rurali circostanti.
“I tecnici provinciali operano in maniera costante sul territorio – precisa il Presidente della Provincia - e danno attuazione agli interventi programmati anche in collaborazione con la Fondazione Monte Prama, che ha segnalato la presenza di cinghiali nell’area archeologica ma non danni alle strutture, contrariamente a quanto riportato, in modo impreciso, nelle dichiarazioni alla stampa di alcuni consiglieri provinciali e nell’interrogazione politica di riferimento”.
Le attività operative sono state pianificate su un periodo iniziale di almeno due mesi, al termine del quale è prevista una verifica dei risultati. Qualora gli obiettivi di messa in sicurezza non fossero pienamente raggiunti, la Provincia ha già disposto l’eventuale adozione di ulteriori interventi mirati, anche all’interno dei centri abitati, attraverso modalità già sperimentate in passato e sempre nel pieno rispetto delle procedure vigenti.
Tutte le operazioni sono coordinate dalla Provincia di Oristano, con il coinvolgimento dei coadiutori autorizzati, delle Forze dell’Ordine, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della ASL, per le competenze di rispettiva pertinenza. Si tratta, quindi, di un’azione strutturata, condivisa e coerente con gli standard di sicurezza pubblica e territoriale.
“Alla luce delle attività già avviate – dichiara il Presidente della Provincia, Paolo Pireddu - non può essere condivisa l’affermazione secondo cui la situazione attuale deriverebbe da una presunta inerzia dell’Amministrazione provinciale. Il coordinamento operativo e l’attuazione delle misure di contenimento sono portati avanti dall’Ufficio Gestione Faunistica, che svolge le proprie funzioni con continuità e senso di responsabilità, garantendo l’attuazione integrale degli interventi pianificati a tutela della pubblica sicurezza e del territorio”.
Il Presidente ribadisce che le attività oggi in corso escludono, pertanto, qualsiasi ipotesi di stallo: parlare di “inerzia” o “incertezza” significa produrre un effetto ingiustamente penalizzante nei confronti degli uffici provinciali, che operano con competenza nel rispetto della legge, della propria autonomia gestionale e degli indirizzi politici già fissati dalla Presidenza dell’Ente.
Ancora, Paolo Pireddu sottolinea come non corrisponda al vero neppure l’affermazione secondo cui il piano di contenimento nel territorio del Comune di Cabras, con particolare riferimento a San Giovanni di Sinis e Funtana Meiga, sarebbe fermo. Le azioni previste includono, infatti, una serie di attività preliminari e preparatorie, indispensabili alla corretta attuazione degli interventi. Queste fasi, pianificate ed eseguite con rigore tecnico, rappresentano parte integrante e necessaria del procedimento amministrativo e non possono essere confuse con inattività, né giudicate sommariamente attraverso valutazioni di natura strumentale che prescindono dalla conoscenza dei processi tecnici in corso.
“Rispetto all’invito a ‘uscire dall’ambiguità’ - dichiara il Presidente, Paolo Pireddu - è opportuno precisare che una maggiore chiarezza gioverebbe a tutte le parti coinvolte. È infatti auspicabile che l’interrogante specifichi se le critiche rivolte abbiano natura esclusivamente politica e, dunque, rientrino nel legittimo ambito del confronto politico, oppure se si tratti di rilievi di ordine tecnico, che, pur formalmente indirizzati al sottoscritto, si riferiscono di fatto all’attività degli uffici competenti. Chiariti questi aspetti – prosegue Pireddu - il confronto potrà utilmente spostarsi su un piano politico, più coerente con i rispettivi ruoli e più rispettoso dell’operato delle strutture tecniche. In questo modo, la struttura tecnica dell’Ente potrà proseguire con efficacia le attività già avviate, mentre il dibattito politico potrà concentrarsi su eventuali proposte integrative o migliorative del quadro operativo esistente”.
La valutazione complessiva sull’efficacia delle azioni intraprese potrà essere formulata al termine della fase attuale, una volta conclusi gli interventi e verificati i risultati conseguiti. Tale valutazione è prevista indicativamente entro il mese di marzo.
Il Presidente conferma la propria piena responsabilità politica sull’operato dell’Ente e ribadisce la propria fiducia nelle strutture della Provincia. “Sono convinto – conclude Paolo Pireddu – che il piano di contenimento in atto, elaborato con metodo e responsabilità, consentirà di ottenere risultati concreti e verificabili, garantendo la sicurezza del territorio e dei cittadini del Sinis.”